Poesia di Sandro Sinigaglia
Galleggia il vercellese
Galleggia il vercellese
l’oro mi fa
stringere gli occhi di splendore
e a giri concentrici
sui risi sui risi
dopo la fila dei pioppi
discende la giana.
Con rauca strozza mi chiama!
Alla crocera a quattro
fossili pali ancora resistenti
COMPAGNI TRADITI alzati ai capestri
di fresche ferite vestiti.
Per chi per chi?
Forse per altri spighe.
Di cui tanta luce non è che ombra.
Da La Camera Gurgandina
