Poesia di Luciano Folgore
Sveglia Sentinella
Sentinella notturna
lassù
taciturna
sopra la roccia scabra.
Vent'anni,
viso bianco,
occhi di fanciullo febbrile,
e la mano che stringe
il fucile;
e il pensiero che si perde
nell'immensità della notte.
Stanchezza di piombo
per tutte le membra
dopo un giorno di lotte.
Il sonno è d'intorno
morbidamente muto
come un tentatore velluto
che accarezza le palpebre.
Passano lembi di visione
dinanzi alle pupille
pesanti,
figure oscillanti,
profili sonnolenti,
tormenti di visi
che non si definiscono
mai.
Ecco i velari del sogno!
Troppo dolce dormire
anche su letti di pietra!
Gambe che s'abbandonano
sotto fardelli di torpore...
ma uno stormire d'abeti,
ma un fresco di vento
che palpita fra due'
capelli biondi,
snebbia un istante
la pesantezza accasciante
e un brivido di volontà
ridà
la rigidità
alla sagoma snella
di questa sentinella
della Patria.
Il nemico è là dietro.
Bisogna guardare,
bisogna ascoltare,
lucidamente.
Ma ancora il fumo del sonno
che monta.
Stelle filanti nei cieli,
veli di verde lontano,
pensieri e frammenti:
sua madre che veglia...
il pozzo
un singhiozzo...
quel compagno caduto...
con una palla in fronte...
due bimbi in un cortile
del paese...
un vaso di maggiorana...
e lei... lontana...
vestita di bianco...
fresca come una fontana...
Oh, finalmente!
Scalpiccii
rotolii di sassi
parole sconnesse;
bisbigli:
un altro prende il tuo posto
e tu che discendi a dormire
con un saluto all'Italia
laggiù.
