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vento inverno
Poesia di Nicola Vernieri
I miei servi

Il primo è il vento che mi fischia all'alba
dalla toppa dell'uscio, e tiene a bada
uno stuolo di foglie di vitalba,
che ogni giorno mi porta dalla strada.
Irrompe dentro, porta la provvista
al focolare, dopo fruga, annasa,
 sbatacchia imposte, spolvera, rovista
e mi spazza così tutta la casa.
Secondo servo è il sol, con l'oro in grembo,
che mi lustra la porta e me l'abbella,
che mi fa specchio al muro, ed in un lembo
del suo fascio di luce m'ammantella.
Mentre l'ombra, sua tacita compagna,
mi regge a i piedi quel mantello d'oro
ed umle e fedele m'accompagna,
dividendo con me l'ozio e il lavoro.
A sera viene con la sua lucerna,
la luna, che le coltri mi rimbocca
e un po' mi veglia pallida e materna
filando argento dalla bianca rocca.
E mi narra di Dio, che sta nel Cielo,
sul trono azzurro... e favole e novelle,
poi se ne va, lasciando un dolce velo,
alla finestra, tremulo di stelle. 

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