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Poesia di R. Rompato
I doni dell'inverno

Bianco Inverno, che ci doni?
Sulla terra, ogni mattina,
nebbia e neve, ghiaccio o brina.
Ma per voi, bambini buoni,

guanti, scarpe, calzettoni,
bei mantelli coi cappucci,
caldi e morbidi lettucci,
e regali sul guanciale
per la notte di Natale

Natale! triste Natale! I buoni cibi invano
il gas in bella mostra espone! piove, il cielo è nero
e nelle pozze d'acqua tremolano i fanali
che torce il vento, un vento di disperazione.

Nella melma e la pioggia si palpano le arance,
ristoranti e caffè nel baccano s'affollano,
chi è che pensa l'eterno, la storia, il nostro fango?
Stanotte ognuno vuole essere allegro e satollo!

Mangiare, ridere, cantare, - e tutto è mistero!
Donde veniamo in questo vecchio mondo, e a che frutto?
siamo soli davvero? perché il Male, la Terra?
perché la stupida eternità? e tutto?

Ma no! ma no, per la mischia umana a che vale?
L'illusione ci tiene! - e ci conduce al suo porto.
Parigi moritura dà tregua al suo sconforto
e verso i cieli eterni strombazza un altro Natale.

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