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Poesia di E. Fagni
Il giocattolo più bello

Ho una bambola parlante,
dei birilli, un elefante,
 cerchio, fune, un pupazzetto,
la pistola ed un orsetto.
Ho un bel camion, un aeroplano,
una tromba ed il meccano,
 ma il balocco più carino
certamente è il mio trenino.

Natale! triste Natale! I buoni cibi invano
il gas in bella mostra espone! piove, il cielo è nero
e nelle pozze d'acqua tremolano i fanali
che torce il vento, un vento di disperazione.

Nella melma e la pioggia si palpano le arance,
ristoranti e caffè nel baccano s'affollano,
chi è che pensa l'eterno, la storia, il nostro fango?
Stanotte ognuno vuole essere allegro e satollo!

Mangiare, ridere, cantare, - e tutto è mistero!
Donde veniamo in questo vecchio mondo, e a che frutto?
siamo soli davvero? perché il Male, la Terra?
perché la stupida eternità? e tutto?

Ma no! ma no, per la mischia umana a che vale?
L'illusione ci tiene! - e ci conduce al suo porto.
Parigi moritura dà tregua al suo sconforto
e verso i cieli eterni strombazza un altro Natale.

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