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Cadono le foglie
Poesia di Mimnermo
Come le foglie

Al mondo delle foglie che nel tempo
fiorito della primavera nascono
e ai raggi del sole rapide crescono,
noi simili a quelle per un attimo
abbiamo diletto del fiore dell'età,

ignorando il bene e il male per dono dei Celesti.
Ma le nere dee ci stanno a fianco,
l'una con il segno della grave vecchiaia
  e l'altra della morte. Fulmineo .
  precipita il frutto di giovinezza,
come la luce d'un giorno sulla terra.
E quando il suo tempo è dileguato
è meglio la morte che la vita.

da Lirici greci traduzione di  Salvatore Quasimodo
Anche l'antico poeta greco Mimnermo ha sentito il tremendo contrasto fra la dolcezza della vita, che si assapora per brevi istanti, e l'inesorabilità del destino dell'uomo, oscuramente minacciato nel progredire degli anni dall'avanzare implacabile della squallida vecchiaia e dall'impietoso agguato della morte.
La giovinezza è cantata, e sentita, in tutti i suoi incanti, e il poeta sembra indugiare con  tenerezza su di essa scegliendo, per ratfìgurarla, i paragoni più gentili: « il tempo fiorito della primavera », il «diletto del fiore dell'età », l'ignoranza del bene e del male (« dono dei Celesti »), la fuggevole, ma incomparabile luminosità del giorno che splende sulla terra. Ma il pensiero delle foglie, che, dopo breve stagione, ad una ad una si staccano dal ramo e giacciono, morte, al suolo, il « fulmineo» precipitare del « frutto di giovinezza » intridono di sottile e sconfortante malinconia la classica nitidezza delle immagini più belle e ci preparano insensibilmente alla considerazione più amara: quando il soave tempo della giovinezza è dileguato, « è meglio la morte che la vita ».

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