Poesia di Maria Pellino
Siamo isole
Siamo isole che si incontrano
oltre la luce dell'estremo naufragio.
Poiché resistere è forse
una partenza di quiete
che si annida su rami
di un mistero indiscusso,
il momento per scagliare
un dardo franco è un bisogno atavico
di giungere in cima alla destinazione.
Girovagare nell'incertezza
è solitudine dell'essere,
un danno collaterale di sofferenze e fatiche.
Cosa può rinfrancare e consolare l'anima
da questi vuoti,
cosa può ostacolare l'inerzia
che sovrasta l'indifferenza,
la cecità interiore e la parzialità dell'assoluto.
Tutto assume la forma di un attimo agognato
che si perde catturato dallo scrigno della sacralità.
Lì rimane immobile
senza immagine né conclusione
ma dentro alla rifrazione
di un tempo fluido e insospettabile.
In tale incuria la totalità vive
nella melliflua custodia della tensione
nell'attesa del disvelamento dell'anima
in quella profondità dove essa riesce
a rinnovarsi e ad acquisire bellezza
per vie sorprendenti e insospettabili.
Tale è il modo in cui rimane affissa
come indelebile traccia
nelle frange della dolcezza e della nostalgia
che nel quadro di questi incessanti
e pressanti accadimenti
conduce a un tempo incustodito
e privo di ogni consolazione.
Ciò che ha di apparente
è forse già predestinato
ad essere tale per poi potersi dissolvere
nelle viscere di una dimensione di abissale stupore.
© Maria Pellino
