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Poesia di Maria Pellino 
Sentieri 

Membra stanche e tacite 

conduco in sentieri immacolati, 

custodi di misteri,

e bevo dal calice dell'incerto 

laviche testimonianze 

che adducono marmoree

scaglie di memoria. 

In bilico sul filo dell'essenza

mi trattengo inerme 

come pietra levigata dalla risacca

per frapporre i cardini

dell'esistenza

all'aurora ruggente e naufraga,

chiglia che svanisce oltre le porte

di un novello raggio 

nella mancata oscurità.

Il cuore percorre nel tempo 

sentieri dove desideri e destini

inespressi o non accolti

corrodono l'anima 

insinuandosi come pulviscolo 

nelle insenature dell'essere.

Una radice duratura

si colma di reperti e ricordi

al cospetto di mute parole.

Elevati, universo, 

nell'intimità di un pensiero 

che, seppur nebuloso e maligno, 

avvolge di bellezza e meraviglia 

quel che non ha ancora avuto luce.

© Maria Pellino 

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