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 Poesia di Maria Pellino 
Fiori del destino 

Siamo talvolta 

fiori del destino

nei giardini della vita. 

Tutto ci scorre accanto 

come dimora di sequoia 

o risvolto di un manto 

di purpureo velluto. 

Riabilitarsi alla quotidianità 

è segno di una negata dignità. 

Chiunque si accorgesse di vegliare 

su passi sbagliati, 

porrebbe le basi 

per terreni sbriciolati, 

massi scardinati, 

palazzi incendiati

e ogni identità, priva di sé,

sgorgherebbe dal nulla inconsistente.

Se piovesse sull'arida sorte 

del proprio essere

senza la magnificenza dei sensi 

sarebbe solo rifacimento di vecchi fantasmi. 

Sulla pelle e sul cuore 

ceneri e banchetti senza precedenti 

dopo aver mangiato col sale dell'anima. 

Eppure ora congedarsi dal questo ritratto 

è rifrangersi su una scogliera 

di privazioni e infelicità. 

Rinnovarsi col sangue 

dell'universo sospinge 

le nostre illusioni 

in un precipizio di verità.

© Maria Pellino 

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