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Poesia di Luigi Fiacchi
Il Salcio e il Torrente

D'un Torbido Torrente
nel sinuoso lilo
un Salcio fu che le radici avea
tra la ghiaia sassosa, onde nutrito
con magri succhi in povertà crescea.
Un dì per pioggie estive
gonfio il Torrente della terra il fiore
dalle feconde rive
tutto rapì col ruinoso umore.
Ma per l' impaccio opposto
d' un legno galleggiante che incagliò,
Il corso ei rallentò
appunto al posto
ove il Salcio sorgeva; onde al suo piede
delle terrose prede
un cumulo eminente abbandonò.
Il Salcio che in un tratto
un don videsi fatto
di cotanta ricchezza,
esultò d' allegrezza,
e profittando dell' amica sorte
a vegetare incominciò più forte.
Dopo colai fortuna
il mensual suo giro avea la Luna
fatto due volte appena,
che di novella piena
crebbe il Torrente, e nel vorace corso
così frequente il morso
portò del Salcio al piede, che in brev'ora
gli tolse il dono, e più del dono ancora.
Al Torrente incostante
fortuna è somigliante,
che con mutabil voglia
di beni un dì vi veste, e un dì vi spoglia.

Luigi Fiacchi detto il Clasio

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