Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

elettricità
 Poesia di Luciano Folgore
L'Elettricità 

Festoni di sole polverizzanti le ombre.
Tentacoli violetti
solcanti il catrame dei cieli.
Corone di garrule faville
glorianti le dinamo oblunghe.
Canzoni e fragori
dei larghi motori.
Torrenti di forze remote
nel vortice delle ruote.
L'acqua sciorina un mantello sonoro
sopra i muscosi gesti della pietra,
e chiude nei fili balenanti
gli spruzzi dell'oro,
te, o volontà fulminea,
o libera Elettricità.

Sui ponti del mare, negli archi del cielo,
scatta la tua parola
rappresa nel cerchio delle correnti
e si tendono i continenti
bramosi di quella che giunge
da molto lunge,
di quella che nel varcare
ha rubato i segreti
nel cuore dell'uomo,
e nei cristallini palazzi del mare.
Antenne sfornite di vele,
ma veleggianti ovunque,
antenne ascese in cima alla nave
invisibile,
che non conosce confini,
che lancerebbe ad una nave sorella
i suoi destini
oltre ogni luce di stella.
Voci intricate nei rettangoli grigi,
coronanti
con ferrei fastigi
le case chiostrate di cappe,
voci oscure e diverse,
lanciate così nel metallico mistero,
che vanno pel tramite ignoto
a modulare un pensiero,
nel cuore di un uomo remoto.
Strumenti di forza, arnesi di. lavoro,
manovrati da questa volontà,
traini pesanti,
divoranti con bramosia
lo spazio, il tempo, e la velocità,
o braccia dell'Elettrico
distese in ogni luogo,
a prendere la vita, a trasforrnarla,
ad impastarla,
con rapidi elementi,
o ingranaggi potenti,
superbi figli dell'Elettrico
che stritolate il sogno e la materia,
odo le vostre sibilanti note
concorrere da tutte le fabbriche,
da tutti i cantieri,
per le strade robuste di suoni,
con l'inno dei carrozzoni,
e magnificare
divinamente
la volontà
che ogni prodigio fa
la libera Elettricità.

(Da Il canto dei motori,  1912

Commenti

Potrebbero interessarti