Il sole splende piú fulgido, temendo non sia superato dal chiarore degli occhi della sua donna
di Lorenzo de' Medici
Sonetto XX
Poi che tornato è il sole al corso antico,
Febo l’usata sua luce riprende,
e tanto or l’uno, or l’altro sol risplende,
che giá il rigido verno è fatto aprico.
Se propizio mi fia il primo e amico,
come si mostra quel che il mondo accende,
l’alma quiete alle sue pene attende,
al crudo viver río, aspro e nimico.
Se Febo assai piú che l’usato chiaro
s’è fatto, e splende or piú che far non suole,
e se piú ha raccese sue fiammelle,
l’ha fatto, ché temeva le duo stelle
non superassin la fiamma del sole,
e fussi al mondo un ben, quanto lui, raro.
Volume primo
