
Poesia di Jules Laforgue
Immaginate un po'
Oh! spontanea, potesse una sera venire
una, per dissetarsi alle Mie Labbra! o morire...
Battesimo di gloria intrinseca, attirare
un «Vi amo!». A pensarci già mi sento esaltare!
Attirarlo attraverso la società, da lungi,
un-dué! come attira la calamita il fulmine.
lo ti amo! capite? Per me tu non sei come
gli altri; a «signori» d'Uomo davo sinora il nome...
La tua bocca mi fa abbassare gli occhi! Il tuo incedere
mi trasporta! (e tesori in me ne vedo riemergere...).
E tutto il mio destino, definitivo, incurabile
è spiare un sol battito mio delle tue palpebre!
Oh, io non penso al resto! Aspetterò paziente
nella mia vita semplice, forgiata espressamente...
Notti di pianto! Almeno, questo ti posso dire,
e che i miei sono in pena ch'io ne possa morire?..
Piango nei cantucci; niente più m'interessa; ""
quanto ho pianto domenica nel mio libro da messa!
Mi chiedi perché Tu, e perché non un altro...
d Non so nulla; soltanto, che proprio Tu, e non un altro!
Come di questo vuoto, e... come dello sguardo
vostro certa ne sono, mortalmente beffardo...
Così a rotolarsi, evasa, quasi morta,
verrebbe sulla stuoia davanti alla mia porta! ;
Così verrebbe a Me! con occhi di follia, .
con questo viso ovunque sarebbe l'ombra mia!
da Il pianto della terra
