
Poesia di Jules Laforgue
Arabeschi d'infelicità
Come due folli ci si amava;
ci lasciammo senza parlare.
(Uno spleen mi teneva esiliato
che da tutto mi assediava).
Che faremo, io dell'anima mia,
lei della tenera giovinezza!
Che uomo infame farai di me,
o peccatrice sfiorita!
Passerarmo degli anni; ciascuno
per sé incalliremo, e assai spesso,
mi par di vedermi, «Se avessi
saputo!...» ci arrovelleremo.
Oh! come rintrona di porte
questo Grand Hotel di anonimi!
Turisti, coppie legittime,
mezza morta è la mia Sorte!...
Dicevano i suoi occhi: «Capite!
ma perché non volete capire!».
Nessuno poté il primo passo;
stravolti ci siamo divisi.
Se non cadiamo ad unico
grido in ginocchio, è fittizio.
Insieme! questo è giustizia
per me, ecco come io amo.
