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Poesie di Hermann Hesse
Poesia di Hermann Hesse

Paura

Fiaccole che lentamente si estinsero,
gradini e pareti di muschio ricoperti 
il mio sogno tremando per la casa passò
ed alzò le mani impaurite
e spense le fiaccole.

Nei capelli l'appassita corona
e negli occhi ancora lo splendore
di feste celebrate, stetti scarno
con la bocca amara e stanco del ballo
solo nella sala e come uno spettro.

Il sogno mi passò davanti,
era pallido come me, 
sentii il suo cupo passo
per l'atrio strisciare
ed io ebbi paura.

Ecco che il sogno si fermò e verso di me
piegò la mano. La mano era fredda e pesante.
E quando trovò la mia destra,
risonò acutamente e s'impaurì e sparì,
e non c era più

L'atrio rimbombò. Nei miei capelli
c'era ancora la corona,
nei miei occhi c'era
delle feste celebrate lo scintillio di fiaccola,
ebbi paura - era così buio!
ecco che da mani delicate e materne
fu aperta la porta del sonno.

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Angst
Verglimmende Fackelbrànde
Vermooste Stufen und Wande -
Mein Traum ging schauernd durchs Haus,
Und streckte die àngstlichen Hànde
Empor und lòschte die Fackeln aus.

Ins Haar den welken Kranz
Gedriickt und noch im Aug' den Glanz
Gefeierter Feste, stand ich schmal
Mit herbem Mund und mud vom T anz
Allein und wie ein Geist im Sa al.

Der Traum schritt mir voriiber,
Er war so blaR wie ich, 
Ich hòrte wohl, wie sein triiber
Gang durch die Halle schlich.
Und ich fiirchtete mich.

Da stand der Traum und bog die Hand
Nach mir. Die Hand war kalt und schwer.
Und da er meine Rechte fand,
Erklang er schrill, und schrak, und schwand,
Und war nicht mehr.

Die Halle scholl. In meinem Haar
War noch der Kranz,
In meinem Auge war
Von gefeierten Festen ein Flackerglanz.
Ich fììrchtete mich - es war so nacht!
Da ward von Handen muttersacht
Des Schlummers Pforte aufgemacht.

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