Poesia di Giuseppe Villaroel
E' primavera
Il sole batte, con le dita d'oro,
alle finestre. Uno squittìo sottile
è sui tetti. Nell'orto la fontana
ricomincia a cantare. È primavera.
La chiesa, in alto, con le croci accese
i monti immensi con le cime rosa,
le strade bianche con gli sfondi blù.
È primavera. È primavera.
Il cielo spiega gli arazzi delle nubi al vento.
L'albero gemma. Verzica la terra.
Nel cortile la pergola è fiorita.
Ai balconi: le donne in vesti chiare.
È primavera. È primavera. Il mare
ha un riso azzurro e un brivido di seta.
Considera com'è gentile e delicata l'espressione iniziale, che diffonde una tenue luce dorata in tutta la lirica. E' poi un turbinare di felici visioni che si susseguono rapide, quasi a rivaleggiare in grazia e bellezza. Ovunque è penetrata la primavera, ma l'immagine più delicata è quella con la quale si conclude la poesia; mirabilmente fusi sono i colori e i suoni: l'azzurro del mare e il lieve tremolìo delle onde non potrebbero esser resi con un verso più felice.
