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pigiatura
Poesia di Giovanni Pascoli -

Pigiatura -



Il cielo già si colorava in fuoco.
Al colmo tino il giovanetto snello
si lanciò su, come a provar per gioco.
Stette sull'orlo un poco in piedi, bello,
raggiante tutto del suo bel domani
a braccia spante, simile a un uccello.
Poi si chinò, s'apprese con le mani
all'orlo, e dentro, fra le pigne frante
tuffò le gambe e sul crosciar dei grani.
 Il rosso mosto risalì spumante
sopra i garretti; ed ei girava a tondo
premendo coi calcagni e con le piante.

Dopo la lettura di questa poesia non puoi dimenticare la figura, vivida, festosa e danzante di quel giovinetto
che a piedi nudi pigia l'uva rossa e succosa.
Il Pascoli ha colto felicemente l'attimo in cui il ragazzo balza sull'orlo del tino e poi, a braccia aperte, spicca il salto verso l'interno; quindi, come in una ritmica danza, pigia l'uva. Come saprai, attualmente la lavorazione dell'uva si compie con opportune macchine, essendo ormai superato il sistema tradizionale descritto dalla lirica.