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viale_di_pioppi
Poesia di Giovanni Pascoli 

I Gattici

E vi rivedo, o gattici d'argento,
brulli in questa giornata sementina:
e pigra ancor la nebbia mattutina :
sfuma dorata intorno ogni sarmento.
Già vi schiudea le gemme questo vento
che queste foglie gialle ora mulina;
e io che al tempo allor gridai, Cammina,
ora gocciare il pianto in cuor mi sento.
Ora le nevi inerti sopra i monti,
 e le squallide piogge, e le lunghe ire
del rovaio che a notte urta le porte,
e i brevi dì che paiono tramonti
infiniti, e il vanire e lo sfiorire,
e i crisantemi., il fiore della morte.

Come d'autunno i pioppi vedono le loro foglie disperse in giri vorticosi da quello stesso vento che aveva fatto schiudere le loro gemme, così il poeta, che un giorno esortava il tempo a camminare, sente ora in cuore il pianto delle delusioni.
Nel breve giro di una stagione (... e di una vita ...) quanto svanire e sfiorire di cose già rigogliose e belle verso giornate che sembrano tramonti sin dall'inizio, mentre incombono le nevi "inerti"., le piogge "squallide" e il softìo della tramontana
« che a notte urta le porte »} Di tanta bellezza e di tante speranze non restano che i fiori ... e il pensiero della morte.
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