Poesia di Giacomo Noventa
Par vardàr...
Par vardàr dentro i çieli sereni,
Là sù sconti da nuvoli neri,
Gò lassà le me vali e i me orti,
Par andar su le çime dei monti.
San rivà su le çime dei monti,
Gò vardà dentro i çieli sereni,
Vedarò le me vali e i me orti,
Là zo sconti da nuvoli neri?
Traduzione
Per guardare dentro i cieli sereni, lassù nascosti da nuvole nere, ho lasciato le mie valli e i miei giardini, per andare sulle cime dei monti. Sono arrivato sulle cime dei monti, ho guardato dentro i cieli sereni: vedrò le mie valli e i miei giardini, laggiù nascosti da nuvole nere?
Il poeta si domanda quali possono essere i temi della su: poesia: la realtà più vicina e quotidiana, oppure i pensieri e sentimenti più elevati? Naturalmente la questione è poste attraverso le immagini: la realtà vicina è rappresentata da «vali» e «orti»; le alte vette del pensiero invece diventano «çime dei monti», così alte che sono al di sopra delle nuvole, sempre a contatto con «i çieli sereni». La barriera di «nuvoli neri» che separa i due mondi rappresenta l'ostacolo da superare per riuscire a raggiungere risultati più alti. Ma essa sembra velare un mondo all'altro, e allora - si chiede il poeta - non potrà accadere all'uomo che ha raggiunto le vette di perdere di vista il mondo quotidiano, cioè di perdere il contatto con i sentimenti più naturali? La domanda è qui solo posta: nella due quartine il poeta rappresenta il suo tentativo. e poi il suo dubbio, ma non dà una risposta e lascia la questione aperta al lettore.
