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Poeti Emergenti
Poesia di Gabriele
Decreto legge

Amico che tenti di vivere negli stenti
Del duemila mondo sulla terra non ti
lagnare non sto facendo nulla di più
di quello che mi hai imparato a fare,
se ogni volta che devo amare la vita
io, la devo sognare come fosse amore.
Non riesco più a sfamare la mia ooh Signore!
Sìì, fame di vivere con amore alla vita.
Grazie a Dio! che ha dato il suo lasciapassare...
Al Palazzo di chi comanda , hanno emesso
il "Decreto legge"   terrestre
per il flusso pensioni sempre di più
un fiume al punto di tracimazione in piena.
Con il numero chiuso facciamo anche pena
per la richiesta annuale di invalido civile.
Le richieste che false non sono accettate
con quelle arrivate in esubero non saranno
ammassate ma, per umanità evase integralmente.
I titolari saranno ammazzati! e ricordati eroi
come i caduti di tutte le guerre.
In quel vestito è lei la vita di seta
in quelle forme ariose al vento ansiosa lascia
la gente di quella legge gentile che scollima e schiude
gli sguardi degli occhi d`allocco pietosi sul corpo
in contropierde si disseta lo spirito dell`anima
... Si risveglia!
Quella sete son fotogrammi scatti rubati
al negativo di positivi ricordi: di bella vita?
Eeh Si! Destino che nono vivremo più, troppo
storpiata nel particolare copiata è tutta una
farsa avulsa di quel sapore di vita, così alla
morte eviteremo di chiederci cos`è.... la vita??
Sarà un nuovo gioco europeo una lotteria per
offrire vita sana con il controllo alla nascita
della disabilità per contenerla per altri che
nella necessità di un lavoro fregano, per
vivere prima riscquotono, la pensione
e poi si fanno i versamenti cercando
di andare a lavorare.