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Poeti Emergenti
Poesia di Gabriele

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Al volar delle chiacchiere puttane fermentate
prende forma il dolore fisico nel mio corpo
le prime, son le più gravi da quando stò
carcerato, bruciano, fanno il male dell'anima.
Pazzo di questa vita senza ragion stupisco
come un temporale tutto ormai lo subisco
in tempo reale con il dolor putrefatto dall'ira
di altri è funesto l'estroso sopravvivere…
Con il futuro senza un domani nell' ansia
mi è negato alla noia il mio caro vivere…
Invalido mi cambiano per strada con un
drogato estremo banner pubblicitario confuso
sono con i cani che la sera non tacciono, mai!
Il latrar nell'aria s'esalta all'arrivo cupo
dell'ira funesta della natura… Papa mio,
Dove sei, ooh Francesco, il terremoto porta
con se il canto, pervaso dai fumi, del suicidio.
Tutto trema! Il destino nel tramar scarica dal vero,
ballando passo dopo passo, la realtà della morte.
Che cosa ne sarà di noi… frammenti del mio vivere.
Usurpati ricordi usurati nell'anima saremo da un diavolo
che in terra nel male perquote il resto dell'esistenza.
Il desiderio è enorme quello di andare a morte condannato
da chi in casa non si ritrova, il suo stato spinge come la
sfinge verso l'orlo del precipizio.
Amorale, è il momento propizio che invita per andar
al di là del sogno… Lì c'è un bel ramo di un albero
robusto per compiere al buio il suicidio della vita,
estremo gesto da tutti dimenticato.
Dio! Allontana la mia famiglia non voglio condividere
più con loro il resto della truce vita mia ogni ora minuto e
momento pizzicata e alfin stracciata dal loro dire che è
solo un estremo maledire.

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