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pescatore
Poesia di Francesco Pastonchi
Il pescatore 

Al pescator, dopo la magra cena,
se troppo torva nube in ciel non cresca,
è dolce con sue nasse e con sua esca
andar vagando alla notte serena.
Ma più dolce tornar con rete piena
sul giorno; e, barattata la sua pesca,
dormire ai fiati della brezza fresca
nell' ombra di una barca in sull' arena.
Destato, erra pel lido; ad altri parla
della sua notte; spia l'onde inquiete,
il cielo ampio, la nuvola e la spuma.
Poi, finita la sua gioconda ciarla,
stende nel sole a rasciugar la rete;
e il mar canta per lui che guarda e fuma.

Da Liriche

Il Poeta coglie alcuni aspetti della vita del pescatore sia di sera, quando esce con le nasse o con le reti, sia di giorno quando, tornato dalla pesca, dorme, cullato dal vento, all'ombra di una barca e, desto, racconta ai vicini le vicende della notte o quando, poste ad asciugare le reti, se ne sta a guardare il mare il quale sembra intoni per lui la sua eterna canzone.

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