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Poesia di Francesca Scansani
Soli


Scorre la mia lingua affamata
Su sentieri nascosti.
Quanto ho aspettato!
Il tempo ha corroso la pazienza
E ora che ti ho davanti,
non si placa la fame.
Mi guardi,
tendi le mani,
ti aggrappi all’aria immobile sopra di noi.
Siamo uguali nel corpo,
traditori di chi ci condanna,
nascosti al mondo,
affamati di quest’amore più forte della ragione.
Le tue labbra umide
Sono un frutto maturo,
vorrei morderle anche adesso,
vorrei altre mani per toccarti,
sentirti sotto di me non basta più,
il tuo odore mi trascina lontano,
nulla più esiste
se non la tua pelle che reclama le mie dita,
che non indugiano adesso,
e scivolano lente sulla tua carne, dentro alla tua carne.
Ti amo da sempre,
e tu lo sai,
anche ora,
mentre vivo in te,
e abbraccio la tua anima,
sento che sono a casa,
ti stringo,
e la mia lingua assaggia tutte le lacrime che hai ingoiato.