Poesia di Federico Garcia Lorca
Bruma nel cuore
Poesia inedita di gioventù
Un giorno si aprì la storia crudele nell'anima mia.
Fu in un triste pomeriggio autunnale
quando la coppa del mio ideale
riempisti triste di azzurro! fatale,
il mio triste cuore entrò nel suo parco con calma.
I miei giorni trascorrevano pallidi e freddi.
La donna bionda mi sfuggì
fra nuvole di tenue rubino.
Da allora non la vidi mai più.
Il suo cuore si nasconde in piani oscuri.
Quando in paesaggi sfumati dalla nebbia,
bianche tonalità di sonnolenza,
medito tacito la mia assenza,
senza resistenza né clemenza,
il mio corpo si addormenta e la mia anima cammina.
Un giorno si aprì la storia crudele nell'anima mia.
Cuore, cuore, cuore,
carcere insanguinato dell' illusione,
plenilunio di passione,
solo e impalato fra i rami del suo giardino calmo.
Soffro calcando la terra come Omar-al-Kayam"
Vi sono in essa spettri di ieri
che ancora soffrono per la donna
che non hanno mai potuto possedere',
Scritti del poeta che cancellano il Corano.
Un giorno si aprì la storia crudele nell'anima mia.
Il mio cuore soffrirà in eterno,
lontano dal clamore d'inferno
della società. È infermo
e se ne va a sonnecchiare nei suoi giardini calmi.
Il giorno è trascorso lento e le rose sono cadute
sulla mia anima addolorata,
fiori benedetti della mia vita,
dei loro odori rivestita.
Divine rose che nella mia anima apparvero.
La morte arriva coi suoi manti desolati.
Cuore, cuore ferito!
Polverizzati nell 'oblio,
muori nei tuoi giardini nascosti!
La morte passerà per i tuoi giardini innevati ...
Un giorno si aprì la storia crudele nell'anima mia.
Cuore! Cuore! Cuore!
Singhiozza nei tuoi giardini calmi.
L'azzurro era il colore per eccellenza della poesia pura nel simbolismo cromatico del modernismo rubendariano: si pensi alla raccolta poetica Azul. Può essere che ancora nella poesia giovanile di Lorca ci siano echi di questa suggestione modernista, ma il poeta granadino fa ben presto proprio questo colore, attribuendogli valenze originali.
Omar-al- Kayam, vissuto in Persia fra il XI e il XII secolo, fu poeta, filosofo, matematico e istruttore pratico di sufismo. Autore dei Rubaiyat, brevi componimenti sapienziali e popolari, che lo resero famoso in Occidente, soprattutto a partire dalla seconda metà del secolo scorso, quando, nel periodo vittoriano, Edward Fitzgerald pubblicò - spesso fraintendendone le intenzioni - alcune traduzioni di sue poesie in inglese. Questo riferimento di Lorca ad un autore essenzialmente esoterico, è una prova dell'interesse sentito dalla generazione dei poeti dell'avanguardia spagnola novecentesca per la poesia iniziatica, di matrice araba o orfica. Un altro autore, pure sufi, generalmente apprezzato e frequentato dagli avanguardisti è l'andaluso Ibn el-Arabi.
Il tema dell'"impotenza sentimentale" è attestato in tutta la produzione lorchiana, fin dagli esordi.
