Voce stridente
Sospiro di un attimo e di un anno,
raggio di luce, tempo del suono,
dello splendore e dell’inganno.
Sfarzo e miserie di un trono,
che manda e decide impunito,
che offende, che infanga, e che pretende
un cielo sereno e un mare mansueto.
Mentre affogano, orfane tra le onde,
le illusioni mortali di un oggi fugace,
smargiasso, rozzo e arrogante
che, pallido e gonfio, si compiace
e ascolta la sua voce stridente
che si erge alla pari e senza paura,
nel tempo infinito dell’attimo fuggente,
confuso nel grembo di una Natura
fragile, ma eterna, prodiga e trionfante.
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Si parla tanto del caldo estremo, dei ghiacciai che si sciolgono, del mare che muore, degli uragani e delle tempeste improvvise, ma è colpa del clima che sta cambiando e dell’inquinamento. Proteste, manifestazioni, promesse e tanti pannicelli caldi. Tutti sanno che si deve fare qualcosa, ma costa troppo cambiare stile di vita e nel momento culminante, ci si distrae si guarda altrove. L'uomo è troppo egocentrico e uso alle sue comodità, ai piccoli e spesso inutili agi, a vivere cioè come se certe abitudini di oggi, consolidate solo negli ultimi decenni, fossero comportamenti naturali, spontanei, irrinunciabili e dovuti all'uomo, in virtù della sua capacità di prendersi sempre quello che ha sempre voluto. E non importa se l'uomo sta consumando e distruggendo per abitudine e non per necessità.
E non importa nemmeno se sta consumando risorse che non appartengono né al genere umano, né al suo presente. Peccato che la memoria sia sempre più corta e che il passato prossimo sembri sempre più remoto, mentre l'uomo smargiasso, rozzo,arrogante, pallido e gonfio, che non lascerà nessuna traccia di sé, crede di poter parlare alla pari – e di poter proteggere – una Natura apparentemente fragile, ma eterna e trionfante.
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