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Poesia di Ernesto Celestini - Dormiveglia
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Dormiveglia
Poesia di Ernesto Celestini

Mentre il corpo ancora

Non comprende e non risponde,

Svagata la mente ignora,

quel raggio e quel barbaglio

che sfavilla nel risveglio.

Lampo vago e incantato,

iride tra sogno passato

e attimo, ignaro del presente.

Porta aperta solo nell'istante

Che una memoria, lontana

E smarrita, si affaccia appena.

Poi un gioco arrogante

S’impone sulla mente

E sbatte la porta violento

Sul sogno dominato e vinto.

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Nelle culture più antiche, quando l'uomo credeva nell'influenza degli spiriti, li onorava e li temeva, esisteva un vero culto per i momenti del trapasso da uno stadio all'altro della vita, della nascita, dell'iniziazione, dei momenti di estasi e della premorte. In quei pochi attimi si poteva intuire qualcosa di un mondo ignoto alla mente dell'uomo che però, pur con tutte le sue incognite, lo ha sempre attratto e sedotto. Il risveglio è uno di quei momenti di passaggio in cui il sonno non è ancora terminato e la coscienza non è ancora sveglia. La porta è solo semiaperta, ma si riesce a intravedere qualche immagine di una vita, inventata o esistita in un passato atavico o reale,  che però raramente si riesce a mettere bene a fuoco e a ricordare dopo il risveglio. Resta solo una sensazione di impotenza, per essere arrivati a comprendere qualcosa in più di noi stessi, ma di non saperlo riconoscere.

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https://paroledolcieamare.wordpress.com/2019/05/26/dormiveglia/

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