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Poesia di Erika Bianco
Infanzia Ritrovata

Mia cara bambina che fluttui nelle braccia della mamma, sorridi con leggerezza come se ci fossero unicorni.
Ti hanno spedita su questo mondo da poche stagioni ma hai compreso come ottenere la felicità nonostante non conosca.
Non sai le parole, ciò che c’è al di là della casa.
Non sai come funzioni il tuo corpicino e la tua mente rosea.
Sai vedere con gli occhi di chi ha vissuto l’amore di un bacio estraneo a tempo e spazio.
Guardo gli azzurri occhi tuoi, acquisendo il potere di perlustrare il riflesso della mia anima, la quale desidera aggrapparsi a te.
Io so parlare e so cosa si celi dietro la mia porta.
Io so cosa voglia dire amare e quali siano gli ingranaggi del mondo.
Eppure non so vedere la bellezza, pur avendo sentito sulla pelle l’affetto altrui.
Cosa mi hanno portato i così detti “frutti dolci dell’albero del sapere”.
Nulla se non tormento, dannazione e invidia.
Stringi le braccine goffe, lungo le forme della mamma senza allentare mai la presa.
Bambina ridi, gioca, sorridi finché non cadrà la pioggia e sempre dona la tua gioia a quelli come me.
Vivi la tua beatitudine! E se continuerai a sorridermi, ti seguirò ancora un po’ per darti i miei consigli.
Quanta bellezza ti culla amorevolmente, facendomi sentire un angelo libero come il tuo viso radioso.