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Poesia di Erika Bianco
Giostre Sbriciolate

Pensieri disconnessi si susseguono nella mia mente come in una giostra.
Salterei giù se non fossimo circondati dalla nera acqua.
Esattamente, noi!
Con me c’è l’ombra; l’ombra del mio volere, di antiche perdute o sognate.
La sagoma azzurrina si confonde con la ruvida acqua, suscitando infinita trasparenza.
Sebbene abbia inciso le parole famigliari della vita, sulla cresta dell’onda, non riesco a comprendere l’ indelebile significato.
Cosa è un ombra?
Nient’altro che il tratto appena compiuto.
La lugubre voce proveniente dalla celeste spiaggia, trafigge la lacrimevole voglia di scendere dalle giostre. Impianta in me l’impeto di rivolgere lo sguardo attento alla lontana voce.
Quindi-alternativa non ho- lentamente, giro il capo verso la sponda scura, ombreggiante e priva di anime canterine. So precisamente cosa l’abbia resa tale: la solitudine.
Dieci lettere, una parola, una condizione, una trappola.
È da tempo che sono in questo purgatorio addormentato.
La spiaggia dissolta. La giostra sbriciolata.
L’abisso è in me. Il vuoto è intorno al tutto.
Mi resta uno spoglio gazebo in mezzo all’infinito mare e dei passi sbiaditi dalla pioggia corrosiva che ora invade la sorte.
Infine, pensieri disconnessi si susseguono nell’aria accendendo, la fiammella dell’ affollata corsa per vincere l’eterna, immutabile, metafisica felicità che non ha nel cuore i segni del limite.