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le tre cadute
Poesia di Erasmo Sebastiano
Le tre cadute

La prima caduta: quella che non ti aspetti.
Ti senti forte di te,
nessuno potrà mai farti del male,
senti che sei capace di grandi cose, e invece… cadi.

Ma forse, insieme, con qualcuno che ti aiuta,
potresti non cadere: fatti aiutare.
Adesso va meglio, ti senti più forte, siete in due…
insieme, potete farcela.

La seconda caduta: la croce è più forte.
Le tue forze, che da sole non bastano, nemmeno insieme a qualcuno che ti aiuta,
perché il tuo avversario è più forte di voi.
Credevate di farcela, insieme, ma invano… e cadi ancora.

“È colpa mia che mi sono fidato”,
“No, è colpa sua che non è stato capace”,
forse facevi meglio da solo, ma ormai…
riprovate, cercate ancora di farcela insieme, dovete farcela.

La terza caduta: la sfiducia.
Con tutte le forze rimaste, facendo tesoro delle cadute già occorse ,
provate a camminare ancora sapendo il traguardo vicino. Ma non lo vedi.
Allora la paura di non farcela prevale… e cadi la terza volta.

“Non ce la faccio più, meglio morire”, “Perché continuare? È tutto inutile”.
“A che serve arrivare lassù per poi morire? Basta!”
Ma mollare ora proprio non serve. Morire lungo la strada… hai perso!
Morire sul Calvario… lì sta la tua vittoria. Ma vai! Sei arrivato! Hai vinto!

Finalmente sulla croce, la tua vittoria!
Le braccia allargate nel tagliare il traguardo vittorioso,
e con gli occhi rivolti al cielo, gioioso:
Ah, finalmente non cadrò più!

Napoli 6 settembre 2013