
Poesia di Charles Baudelaire
La vita anteriore
Dimorai sotto portici spaziosi
Che la marina empiva di faville
E la sera i pilastri maestosi
Tramutavano in grotte di basalto.
Le onde volgendo immagini dell'alto
Fondevano ieratiche con tocchi
D'onnipossente musica scintille
Del tramonto riflesso dai miei occhi.
Là vissi a lungo di voluttà calme
Tra l'azzurro, i marosi, gli splendori,
Gli schiavi nudi impregnati d'odori
Che agitavano il fresco delle palme
Sulla mia fronte, intenti a far più vivo
Il segreto penoso onde languivo.
Trad. di Mario Luzi
Dimorai. Non dice quando: in una « vita anteriore », fuori dei confini del tempo; una vita incolume. E dimorai dice che quella era la vera vita. Perchè il poeta, secondo Baudelaire, non è che un esule, e la sua infinita aspirazione verso la Bellezza non è che il ricordo e il sospiro della Patria perduta, e la sua vita e la sua opera non è che il continuo sforzo di ritornare verso la sua antica dimora celeste
Il segreto penoso. Non una vita spensierata, dunque, una facile serenità; ma quale può sognarla un'alta mente, concepita in tutta la sua pensosa profondità. Anche quel dolore, sotto questa luce sublime, è qui come una vita più intensa e più viva, vissuta tutta nel segreto della propria anima.
