Poesia di Ceccardo Roccatagliata-Ceccardi
Ombra d'amore
Quella che amai un dì con infantile
giuoco di fughe e di ritorni al piano,
perché tra i solchi di capel castano
splende aIe una festuca di fienile:
or quella di suo guindolo un sottile
tremolio d'oro cresce, ilare, in mano,
o già n'ebbe fil negro, ed or un vano
desìo contende a un obliato Aprile?
Non io lo chieggio: oggi l'annoso lare
l'aia ove un olmo con il vasto affetto
de' rami protegge aIe le serene
ove del riso, meditando tiene
malinconia sparsa di uccelli. E il mare
or geme incontro al maritai suo tetto.
da Sillabe ed Ombre
