
Poesia di Ceccardo Roccatagliata Ceccardi
In morte di due bimbi
Voi avete infinite
praterie, o Signore,
ove trèmolan alberi
che fioriscono astri;
ove l'ombre dei sogni
vàgano come nubi
mattutine sul mare;
ove le foglie sono
uccelli con un verde
filo legato ai rami;
ove sul ciglio d'aie
cerùlee, tra siepe
e siepe, s'apron reti
che cullano entro letti
di stelle i viandanti.
O Signore, accogliete
quei due timidi bimbi
ne la pace dei cieli!
Il cipresso tentava
con la guglia l'azzurro
ed un tralcio di vite
gli sia vvolgeva, salendo
con un lento sussurro
d'amante.
E non sapeva l'uno
che da sentiero
di morte egli cresceva
e non sapeva l'altra
che le foglie d'autunno
s'arrossano a la brina
come sangue, ed al vento
cadono come gocce
di pianto.
(1872-1919)
Poeta italiano, ebbe vita avventurosa e vagabonda. Non insensibile alle influenze della poesia carducciana prima, dannunziana poi, riflette nelle sue liriche le esperienzee le inquietudini della sua esistenza infelice. Il meglio della sua produzione si trova nelle raccolte Sonetti e Poemi e Sillabe ed ombre
