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usignolo
Poesia di Arturo Graf 

Uccelletto

In cima a un’antica pianta,
Nel roseo ciel del mattino,
Un uccelletto piccino
(oh, come piccino!) canta.
Canta? non canta; cinguetta.
Povera, piccola gola,
ha in tutto una nota sola,
e quella ancora imperfetta.
Perchè cinguetta? che cosa
lo fa parer sì giulivo?
S’allegra d’essere vivo
In quella luce di rosa.
Anima mia, nella santa
Luce ecco ride ogni vista:
Perchè se’ tu così trista?
Tu che sai cantare, canta.

Dal vecchio albero sgorga il cinguettio dell'uccellino nuovo: è il saluto al giorno che nasce e alla bellezza del mondo. Esso dice, con l'unica nota che lo compone, la gioia d'una creatura giovane, felice di essere viva. La semplicità delle immagini e del ritmo riproduce la voce dell'uccellino che ancora ignora la perfezione del canto, ma ha un fresco accento di giovinzza e di sincerità.

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