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gattino fiori
Poesia di Antonio Gulli 
Già al mattino l’amore è gatto

Santi e ladri io li cerco
mi giro, mi sporgo e mi anniento
ma del parlare dei gatti mai mi pento.
Insegnante o ignorante
scaltro di notte o non vedente
se manca una coda da far vibrare nella giornata
nella polvere senza stelle cade la mente.
Mente alta o mente bassa
sarà bene ricordare agli evoluti o agli zimbelli
ai primitivi belli o brutti
come lui senza un tuono
ce ne andremo tutti.
Alzo la gonna al calendario
tra i tanti nomi non mancherà Lei
levo le calze ai giorni segnati dall’inchiostro colorato
a gatto nero mai è capitato
che dal mio cuore non sia stato amato.
L’umana orda sta sempre nel sonno.
Senza vedere la chiamano vita
per l’alba e il sole c’è da aspettare
conto le ore conto gli istanti
il trasportino sa già camminare.
Andare ovunque, andare in bagno.
Ma agli stolti è meglio dire
che se di questo ho bisogno
non è detto che non sogno.
Odo abbai e miagolii, vedo ciotole e carezze
sogno code e orecchie dritte nelle ore anche più matte.
E se ciò ha una ragione perché chiudermi in prigione?
Non c’è tavolo nè sedia che non conosca quella nenia
di quella favola pezzata che è una cucciola arrabbiata
che fin dalle prime ore
tra un divano e un prato in fiore
mi ricorda che questo è amore.