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la gabbia
Poesia di Tony Basili
Un'altra gabbia

Una nuova gabbia
Ed a un certo punto mi prende uno sgomento
Per certi pensieri che tengo castigati
Che non riesco a trattener pur se legati
E sbottano ora come un monumento
E non so darmi ragione di questa foga
Che m’empie, m’inonda e par m’affoga. 
E lei si mostra all’inizio un po’ stupita
Poi pensa, chissà perchè alla gelosia,
ma non so decifrarla questa mania
di rovinar una gioia così ben costruita
per una donna che sol un certo amore
sa darmi, però par abbia un gran cuore. 
Penso allora che avrei dovuto dentro
Tenermi le parole che ho appena dette,
ma queste son ormai scoccate e al centro
son giunte, appaiate e pur perfette
e ben le riporta a quel che spira
dal mio passato che a un tratto mira. 
Ma quel ch’è detto ormai una macchia
Che par mi sputi addosso ed in una nicchia
Mi riparo col pensier, che pacchia,
Se sol restassi con la mia vita tirchia
A far cose che son sotto controllo
E non farmi prender pe’l culo o al collo. 
Vorrei perciò scappar dalla caverna
Che mi soffoca, da non respirare,
e intorno mi guardo se una superna
luce giunga per poter scampare
ma non mi viene e ne son stupito
della sua meraviglia, e me ne rido.
Allor sento il suo sguardo che penetra
In fondo la pelle risvegliando i pori
Che diventano malleabili come cera
e cambian forma e varietà i colori
Ed in estremis penso che senso abbia
Farsi mettere volontario in una gabbia.

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