Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Poesia di Tony Basili
Mattina di mare

13
Questa marina che ampia distesa
S’illumina d’argento all’orizzonte
Chissà come crea con me un’intesa
Affettuosa tanto quella col mio monte
E così cammino per il lungomare
Che potrei dir che son  come a sognare.

Tutto è tranquillo di maggio al dì feriale
Ma sulla riva c’è ancora sporcizia
Che il  mar rimanda dietro sul litorale
Con un cartello ch’è una vera impudicizia
Lasciare, o brava gente, tanto sporco
Ché Nettun si può incazzare nel suo gorgo…

Solo dei sub silenti con la muta
muovono lenti il piano appena  bruito
E intanto una lucidezza sconosciuta
Di quel mostro traspare ch’è del mito
E sbigottito me ne sto sulla riva
In attesa che l’infinito mi si descriva.

Lo sciabordar d’acqua sui massi neri
Pare  musica solenne e ritmata
Come Valchirie che per  sentieri
Galoppano  a andatura rallentata
Ma d’armonia del cielo vi si sente
Che ad ogni altra cosa mi rende assente.

Ed è d’un bello sì gioiosamente esatto
Che se si turba si fa composizione
Di violenza data d’un grillo in atto
Di chi n’è domatore  e n’è padrone
E la nota alta non porta lo sconquasso
Ma si adagia poi placata al suo passo.

Ma non so se è questo che vorrei dire
Davanti a questo ciel che sa di mare,
Grazie a ciò che c’è, vorrei ribadire
Ché mi lasci quietamente assaporare,
ma concedimi di grazia questa possa
parolar e ad aspettar si stia la fossa.

Non voglio incrudelir sulle mie forze
Che tali son come tu le hai volute,
ma attingo quanto posso alle risorse
che penso di tener pur non compiute
ma tali che mi spingono a sognare
davanti a questo mare, ch’è un tuo altare.-

4.5.13