Poesia di Tony Basili
I miei cari amici
Petrella è come un’isola nel mare
inventato dal pennello di Saliola,
un borgo luminoso cui approdare
tra scese d’erba, da cui il nibbio vola.
Ed è una torre da cui si può spiccare
un salto, a sinistra, a Montecopiolo,
e tuffandoti nel Marecchia monteggiare
per raggiungere poi il folto Fumaiolo.
Un terrazzo, un’altana con bei clivi
che scendono leggeri verso il basso,
dove d’agosto s’era in ozi creativi
che ci allietarono con grande spasso.
Alle festose ricorrenze dell’amico,
s'accendevano fiaccole pe’l borgo,
si rideva e si ballava sotto il fico
e non c’era ancor il tarlo ingordo.
S’era tranquilli nell’erba a cicalare
delle cose da nulla, d’invenzione,
sui film di Tarkoskj ad elucubrare,
e si passavano serate d’emozione.
Quel caro amico mio di militare,
attento a vellicar con i suoi pennelli,
preso da un’armonia di tempo antico,
componeva dei teneri acquarelli.
Era bello stare insieme tutti quanti
in una sorta di comune e si voleva
stare uniti, gioiosi e confortanti
nonostante il nuovo stil che si vedeva.
E un arrosto un dì diede lo spunto
di esplicare così il nuovo corso,
che p’ogni arrosto un tempo andava assunto,
e il consueto cazzeggiar finì un pò borso.
Siete nel mio cor voli all'orizzonte,
Una bella meta eravate ove gioire,
e quel Benni, di belle storie n’era fonte,
Che ai cari amici il borgo fé scoprire.
45/12.8.2005
