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Poesia di Alessandro Poerio
I poeti venturi

Forse poeti splendidi
Succederanno al pianto
Di nostre vite languide,
Forse opreran col canto.
Audace il lor pensiero
E gravido del Vero
Per la profonda età,
Qual occhio inevitabile,
Lungo cammin farà.

A noi confonde l’anima
Un’intima sventura,
Che di rimorso e tedio
S’aggrava e di paura.
Nel seno del poeta
Non s’agita il profeta,
Gli è chiuso l’avvenir;
In lui de’ morti secoli
S’accumula il patir.

Sente l’affetto surgere,
Ma un gelo antico affrena
L’onda sepolta, e correre
Non lascia la sua piena.
Pur ora il riconforta
Natura ch’era morta
Per lunga servitù,
Né del desio nell’impeto
È lena di Virtù.

Qual colpa inespïabile
Angoscia in noi risiede;
Essa d’Amore al cantico,
All’inno della Fede
Il suo lamento infonde,
Simile a gemebonde
Note d’ascoso augel
Tra le campagne floride
Sotto l’azzurro ciel.

Ma il dolor nostro è simbolo
Di tarda età caduca,
Ma i tempi si consumano,
Ma forza è che riluca
Sulla futura gente
Siccome su potente
Progenie un nuovo Sol;
Augurio ed infallibile
Promessa è il nostro duol.

E d’alto infaticabili
Veggenti i sacri vati
Si curveran com’angeli
Con occhi innamorati,
versando in ampj giri
Un’Armonia che spiri
L’acuta vision
Sovra la terra; e gli uomini
Commoverà quel suon,

Come nell’ore vergini
Del giovinetto mondo,
Quand’ei devoto e semplice
Li riverì profondo,
E nel balzar veloce
Dell’inspirata voce
Conobbe con terror
La prorompente immagine
Del Verbo creator.

da Poesie

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