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Poesia di Alessandro Poerio
Il Poeta

Dal volgo invida sale
Maraviglia al cantor quand’ei per novi
Spazi libera l’ale:
Oh fortunata Fantasia che trovi
Tante letizie sparte
Per l’Universo e le componi in arte!

Ma quegli in suo secreto
Divina e piagne dell’umane cose;
Nel suo riso più lieto
Sono cocenti lacrime nascose;
Altrui splendido duce
Non gode raggio della propria luce.

E della ignota e cara
Felicità, ch’è suo sospiro eterno,
A lui giunge l’amara
Favola come inesorato scherno;
E non compreso ei solo
Riman che abbraccia delle genti il duolo.

Raro il cor femminile
In tanta altezza con Amore ascende;
E s’anco alla gentile
Che del poeta l’anima comprende
E di sé lo consola,
Ei tutto di piacer trepido vola,


Non s’acqueta, ritiene
Maggior desiro, una celeste forma
A visitarlo viene
Spesso improvviso e via dispar senz’orma;
E dietro alla fuggita
Egli consuma l’affannosa vita.

Ahi prenderebbe a schivo
L’infausto dono dell’arguto ingegno,
Se non fosse nativo
Impeto che diritto al proprio segno
Sì come strale il mosse,
e se l’orgoglio del dolor non fosse.

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