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Via Crucis 1984
Papa karol Wojtyla
Settima Stazione: Gesù cade per la seconda volta

V. Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.
R. Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

«... Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori
e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità» (Is. 53, 4 s.).

Qual è la verità della croce di Cristo?
Qual è la verità delle cadute sulla via dolorosa?
Proprio questa verità esprime il Libro di Isaia, quando eleva il Carme sconvolgente sul Servo del Signore.

Agli occhi degli uomini: condannato, dunque colpevole. Su di Lui ha vinto la giustizia umana - e dunque anche la giustizia di Dio.
Tutto ciò a cui il cuore umano è capace di arrivare di fronte
alla sua passione sotto la croce, di fronte alle sue cadute è,
al massimo, la compassione.

Arrivare oltre è possibile solo con gli occhi del Mistero.
Proprio così fa il Profeta:
Ecco, Colui che cade sotto la croce, soddisfa per le colpe,
ma non per le proprie!
«Schiacciato per le nostre iniquità
si è caricato delle nostre sofferenze.»
Si è unito con ogni uomo in questa caduta - che è il peccato -
rimanendo Lui stesso senza peccato.

Cade, per rialzare l'uomo. Cade affinché noi ci rialziamo.
Ogni caduta sotto la croce è impregnata di tutto il contenuto
del mistero divino della Redenzione. !

Preghiamo.
Che non induriamo i nostri cuori,
Signore!
Che vediamo le cadute
dei nostri peccati
e delle nostre colpe
nelle tue cadute sotto la croce.
Dacci la luce della coscienza!
Dacci la forza della conversione!

Tutti:

Pater noster...
Pro peccatis suae gentis,
vidit Iesum in tormentis
et flagellis subditum.