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Via Crucis 1984
Papa Giovanni Paolo II ( Karol Wojtyla )
Nona Stazione: Gesù cade per la terza volta

V. Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.

R. Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

«Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi
seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di
noi tutti» (Is. 53, 6).
Ecco la terza caduta di Gesù sulla via dolorosa. Cade sempre
più esausto. Cade sotto il peso della croce.
Cade contemporaneamente sotto il peso dei peccati di tutta
l'umanità: veramente
«il Signore fece ricadere su di Lui l'iniquità di noi tutti».
Così dice Isaia, il profeta dell'Antico Testamento e, insieme, quasi
testimone oculare, quasi il «quinto evangelista». Ecco: «al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori», così prosegue il Libro di Isaia.

Si poteva esprimere meglio il realismo della terza caduta
di Gesù sotto la croce? Il realismo di questo sconvolgente mistero?
Ecco: «Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò
da peccato in nostro favore...» (così San Paolo, 2 Coro 5, 21).

Proprio per questo Gesù è schiacciato dalla sofferenza: Colui che non aveva conosciuto il peccato, conobbe sulla Via della croce
quale terribibile sofferenza è il peccato. Conobbe questo. Lo visse
col Cuore dell'uomo - Dio.

Preghiamo.
O Gesù Cristo,
che cadi per la terza volta sotto la croce!
Ti chiediamo,
per tutti i cuori umani,
la grazia della contrizione dei peccati:
la grazia del dolore salvifico della coscienza!

Tutti:

Pater noster...
Eia Mater, fons amoris,
me sentire vim doloris
fac, ut tecum lugeam.