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Libro primo
Favola di Fedro
La volpe e la cicogna

Guàrdati dal far del male: ma se qualcuno ti offende,
questo t'insegna la favola, rendigli pan per focaccia. 

Dicono che alla cicogna fosse per prima la volpe 
a far l'invito ad un pranzo, e che le porse in un piatto 
liscio un guazzetto brodoso. Non ne poté la cicogna,
che era affamata, assaggiare proprio né punto né poco.
Essa ricambia l'invito e mette in tavola un fiasco 
pieno di un tenero intruglio: vi ficca il becco, se n'empie,
e all'invitata la pancia storcere fa per la fame.
Mentre la volpe leccando va l'orlo invano del fiasco,
sappiamo che in tal maniera la migratrice si espresse:
«Ognuno tolleri in pace ciò di cui diede l'esempio».

Vulpis et ciconia
Nulli nocendum: si quis vero laeserit,
multandum simili iure fabella admonet.

Vulpes ad cenam dicitur ciconiam
prior invitasse, et illi in patina liquidam
posuisse sorbitionem, quam nullo modo
gustare esuriens potuerit ciconia.
Quae, vulpem cum revocasset, intrito cibo
plenam lagonam posuit; huic rostrum inserens
satiatur ipsa et torquet convivam fame.
Quae cum lagonae collum frustra lamberet,
peregrinam sic locutam volucrem accepimus:
«sua quisque exempla debet aequo animo pati.»

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