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Libro primo 
Favola di Fedro
Il cane, il tesoro e l'avvoltoio

Può convenire agli avari, e a quelli nati in miseria 
che fan di tutto per essere chiamati ricchi, la favola. 

Un cane scopre, scavando delle ossa umane, un tesoro:
poiché con ciò gli dèi Mani ha violato, gli inoculano
la bramosia tormentosa della ricchezza nel cuore,
ond'egli paghi la pena del sacrilegio. Pertanto,
nd custodir che fa l'oro, non pensa affatto al mangiare,
e muore di sfinitezza. Si vuole che un awoltoio,
standogli sopra, dicesse: «Ti sta benissimo, o cane,
che all'improvviso agognato hai le ricchezze di un re,
tu concepito nel trivio, tirato su fra lo sterco».

Canis et thesaurus et vulturius
Haec res avaris esse conveniens potest,
et qui, humiles nati, dici locupletes student.

Humana effodiens ossa thesaurum canis
invenit, et, violarat quia Manes deos,
iniecta est illi divitiarum cupiditas,
poenas ut sanctae Religioni penderet.
Itaque, aurum dum custodit oblitus cibi,
fame est consumptus; quem stans vulturius super
fertur locutus: «O canis, merito iaces,
qui concupisti subito regales opes,
trivio conceptus et educatus stercore».

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