Canto di lavoro
Maremma Amara
Tutti mi dicon Maremma, Maremma,
e a me mi pare una Maremma amara.
L'uccello che ci va, perde la penna;
io ci ho perduto una persona cara.
Sia maledetta Maremma, Maremma,
sia maledetta Maremma e chi l'ama!
Sempre mi trema il cor quando ci vai,
che ho paura che non torni mai...
e a me mi pare una Maremma amara.
L'uccello che ci va, perde la penna;
io ci ho perduto una persona cara.
Sia maledetta Maremma, Maremma,
sia maledetta Maremma e chi l'ama!
Sempre mi trema il cor quando ci vai,
che ho paura che non torni mai...
Si tratta di una canzone toscana del secolo scorso, legata al fenomeno della transumanza, per cui le gregg l'inverno scendevano dagli Appennini alle pianure allora non ancora bonificate e perciò malariche, della Maremma. La canzone si rivolge direttamente ad un pastore transumante; chi canta teme che egli non ritornerà dalla transumanza poiché in Maremma la malaria miete vittime. Il tema è legato alle migrazioni stagionali degli uomini in cerca di lavoro.
