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Biografia di Carlo Porta

Nacque a Milano nel 1775 da famiglia borghese, I suoi interessi letterari si rivelarono presto, soprattutto in ambito filodrammatico, ma un periodo, trascorso al Seminario di Milano, si avviò per volontà del padre, cassiere generale della Tesoreria, alla carriera impiegatizia.
Nel 1798 è  a Venezia, impiegato presso l'Intendenza dI Finanza, e insieme molto attivo quale poeta in lingua e in dialetto (quello veneziano per il momento), Tornò nel 1799 a MIlano, dove la sua casa (la cosiddetta «Cameretta») divenne punto d'incontro degli intellettuali lombardi più attivi, tra i quali Tommaso Grossi, suo caro, amico (la cui Prineide gli fu attribuita).  Autore di poemetti e liriche in dialetto milanese, si deve alla continuità ottocentesca di quell'importante filone, nato nel Seicento col teatro di Carlo Maria Maggi.
Gli ultimi anni li trascorse circondato dall'affetto e dalla stima di pochi amici, tra i quaIi il, Torti, il Manzoni, il Berchet ed Ermes VIsconti.  I suoi capolavori, quali i Desgrazzi de Giovannin Bongee (1812), Olter desgrazzi de Giovannin Bongee (1814), Fraa Zenever (1814), La Ninetta del Verzee (1814), il Lament del Marchionn gamb avere (1816), La nomina del cappellan (1819) e La preghiera (1820 inseriscono il Porta nell'illustre tradizione lombarda di una poesia dialettale impegnata socialmente e rivolta alla creazione di una coscienza nuova. Carlo Porta morì nel 1821 nella sua città natale.

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