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Racconto di F. Ferri -
L'arrotino


Sembra una pertica vestita, tanto è lungo; e i due baffetti che gli pendono al, labbro somigliano due stracci sudici, i suoi attorcigliati. Ma come è svelto nel suo lavoro!
 In men che non si dica, mette in movimento la sua ruota col piede e mentre da quella specie di marmitta che sta sopra la ruota  piove una goccia di acqua ogni  minuto,ecco il ferro che stride, premuto sulla pietra, e manda ad ogni urto un fascio di scintille luminose come oro.
La ruota gira vertiginosamente: sembra un rullo di nebbia tanto è rapida; l'acqua cade a gocce,  si spande come un velo azzurrino sulla pietra; la lama stride, sprizzando di quando in quando un polverio di fuoco e prende la lucentezza dell'argento.
Egli ogni tanto solleva il ferro gocciolante, lo esamina attentamente nel filo, poi lo rimette sulla ruota e preme, facendolo scorrere dal manico alla punta.
Quando è bianco, lucente come la luna di gennaio, lo asciuga con uno straccio che ha in una borsa vicino alla ruota, e passa a un altro coltello.

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