
Primo Maggio Festa del lavoro
Racconto di Cesare Correnti
La prima legge di Dio
Qual è la prima legge che Dio intimò al genere umano? «Tu, uomo, guadagnerai il pane col sudore della tua fronte».Chi dice uomo, dice lavoratore, dice operaio.
La natura che ci circonda è avara all'inerte, mortifera all'ozioso.
Essa non è lieta e feconda che per l'operoso.
Vedete un'isola di selvaggi, ove il solo lavoro è il lavoro distruttivo della caccia e della guerra? Appena molte miglia di territorio bastano a nutrire una famiglia; sullo stesso spazio di terreno, se il lavoro ordinato e associato lo fecondi, vivono sicuri e pacifici migliaia di uomini.
Il lavoro è la legge divina, è la legge della natura, è la legge dell'anima umana.
Perché l'anima ha bisogno d'attività, come il corpo di nutrimento.
La noia, questa malattia morale, questa tisi della volontà, è la conseguenza e la punizione dell'ozio.
Il lavoro è una necessità, il lavoro è una medicina.
Né le savie leggi, né i forti costumi possono consacrare il diritto dell'ozio, che la sapienza de' secoli chiamò padre dei vizi.
Nessuno dovrebbe mai essere dispensato dalla sentenza che pesa su tutta l'umanità, dalla condizione che Dio impose all'uomo per
salvarlo da' suoi peggiori istinti, per fortificare i suoi istinti migliori.
Il lavoro è la preghiera operosa.
Il lavoro è la penitenza feconda.
Torniamo alla legge divina, alla legge della salute, alla legge della verità: al lavoro.
Senza lavoro l'uomo consuma la ricchezza altrui, e consuma l'anima propria.
Perché gli oziosi, sotto qualsiasi apparenza, sciupano le forze della vita, e sono come le foglie destinate a disseccarsi e cadere.
La felicità bisogna cercarla nel lavoro. Tutta la scienza della felicità è compendiata in una sola parola; quella parola è: occupazione.
La vita più occupata è la meno infelice.
La necessità del lavoro è affermata in maniera così decisa a da non permettere obiezioni, poichè il pensiero si ricollega al fondamentale precetto imposto da Dio all'uomo. Le frasi si susseguono con ritmo serrato, in uno stile agile, ma incisivo, che, ponendo in piena evidenza i vari concetti, li fa apparire i capisaldi di un codice importantissimo, dal quale è regolata la vita umana.
