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racconti di animali
Racconto di Jules Renard
Il bruco

Esce da un ciuffo d'erba che lo ha riparato durante la caldura.
Traversa con grandi ondulazioni il viale sabbioso, e si guarda bene dal fermarsi; quando viene a trovarsi nell'ombra d'uno zoccolo del giardiniere, si vede, per un attimo, perduto:
Giunto alle fragole, si riposa; leva il naso a dritta e a manca, e fiuta; poi riparte e sotto le foglie o sulle foglie, sa bene adesso dove cammina.
Magnifico bruco, grasso, vellutato, impellicciato, bruno a punti i d'oro, e con quegli occhioni neri!
Guidato dall'odorato, si muove e si aggrotta come un folto sopracciglio.
Ai piedi d'un rosaio, si ferma.
Con gli uncinetti sottili tasta la corteccia ruvida, bilancia la testina di cagnolo appena nato, e si decide ad arrampicarsi. 
Questa volta direste che ingoia a fatica ogni tratto di cammino, deglutendolo.
In vetta al rosaio, si schiude una rosa dalla tinta di candida fanciulla.
I profumi ch'essa prodiga la inebriano.
Di nessuno diffida; lascia che sul suo stelo si arrampichi il primo bruco che capita.
Lo riceve come un regalo.
Presentendo il freddo di questa notte, è felicissima di mettersi un boa attorno al collo.

Jules Renard. Nato Chàlons sur Mayenne nel 1864, morto a Parigi nel 1910, fu romanziere e novelliere, di tendenze ora naturalistiche ora romantiche, dalla prosa di vivissimo impasto. 
Le sue opere migliori sono il romanzo Pel di carota, Le storie naturali.
Nella prima le vicende del protagonista, un bambino, sono desctitte con vivo calore d'affetto che ha accenti a volte malinconici, a volte finemente umoristici; nella seconda l'osservazione della realtà diviene arte finissima di pittore e poeta.

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