
Racconto di Italo Terzoli - Enrico Vaime
Il formichiere buongustaio
Se c'è un animale non perfettamente riuscito, questo è il formichiere.
Infatti fu costruito frettolosamente, e avendo dimenticato di approntargli gli organi della masticazione, indecisi fra il becco e la dentatura, si studiò una via di mezzo: gli schiaffarono sulla testa allungata una sorta di tromboncino dal quale poteva uscire una lunga lingua.
Ma questa lingua serviva a poco.
Perciò convinsero il formichiere a cibarsi degli insetti più adatti al tromboncino e alla lingua: le formiche, appunto.
Il formichiere Giovacchino, però, detestava le formiche non poteva digerirle.
Le formiche, diciamocelo franca- mente, vuoi alla griglia, vuoi crude, vuoi lesse non sono un granché. Giovacchino le odiava al punto che si ingegnò, per evitarle, in questo modo.
Invitò ad una conferenza le formiche e si accordò in questi termini: - Gentile signore, io sarei il vostro peggior nemico, in quanto dovrei cibarmi ogni giorno di voi.
Ma io sono un buongustaio e a delle palline nere semoventi come voi, io, per esempio, preferisco delle palline sempre nere, ma statiche, come il caviale. Facciamo un patto. Voi andate nelle case degli uomini e mi procurate quanto io di giorno in giorno vi dirò. In cambio, progetto di rispettarvi sempre e ovunque.
Le formiche accettarono: ecco perché nelle vostre case notate a volte queste bestioline indaffarate intorno a cibi inadatti agli imenotteri.
Vengono per ordine del loro amico-nemico, che ha così risolto con l'intelligenza e la diplomazia il suo problema. .
