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scolaro
Racconto di Gregor Von Rezzori
Il castello addormentato 

Ci esercitavamo nel cosiddetto « componimento orale », A me toccò di ripetere con parole mie la fiaba della bella addormentata. Feci del mio meglio e arrivai al punto in cui il principe sta per varcare la porta del castello. Dissi dunque: « ... e il principe vide davanti a sé un castello addormentato, tutto ricoperto da rose rampicanti ... »,
« Che cosa era addormentato? » mi interruppe la signorina Zehrer.
« Il castello?» Si rivolse alla scolaresca: «Avete sentito? C'è qualcuno di voi che abbia mai visto dormire un castello?»
La scolaresca scoppiò in una trionfale risata, alla quale la signorina Zehrer si associò con entusiasmo. «Gli abitanti del castello, piccolo stupido, quelli sì erano addormentati: la principessa nella soffitta, il re sul trono e la regina accanto a lui, i paggi sui gradini e le guardie sulle torri e davanti al portone, perfino il cuoco che aveva ancora la mano alzata per allungare un ceffone o schiaffo allo sguattero; e anche il cane alla catena nel cortile e il gatto sul focolare. Ma non il castello! »
Avrei voluto sprofondare dalla vergogna, sentivo le lacrime salirmi agli occhi. Ciò che mi addolorava soprattutto era il tradimento dei miei compagni: Saly Brill, al mio fianco, aveva gettato le braccia sul tavolino e vi aveva appoggiato sopra la testa, tanto era scosso dalle risate.
Sebbene sapessi che il riso dei compagni non era tanto conseguenza del mio errore - che io del resto non potevo nemmeno considerare un errore - quanto un'esplosione liberatrice, un tentativo di scrollarsi di dosso un torpore opprimente che mi avrebbe reso altrettanto crudele se un altro si fosse trovato al mio posto, nondimeno provai il dolore amarissimo di chi si sente abbandonato ignominiosamente da tutti.
«Beh, adesso siediti e pensa un momento se un palazzo può dormire» disse la signorina Zehrer. «E cerca di non addormentarti anche tu, marmotta! »
Saly Brill si tirò indietro le orecchie a ventola, come se la testa fosse lì lì per cadergli. «Un castello addormentato!
Chi ha mai sen
tito qualcosa di simile! Straordinario, incredibile! Va a dormire, marmotta! ».
Ero come accecato.
Ma quando la lezione fu terminata, BIanche Schlesinger mi si avvicinò: «Non ho trovato proprio niente da ridere» disse. « Era la frase giusta, e anche molto poetica: dice in poche parole tutto quello che c'era da dire »,

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